IO
SONO UN’ISOLA – RITRATTO DELLA MIA ANAMNESI
“Quel che la mente può concepire e credere, la mente può raggiungere” (Clement Stone)
L’atto
della memoria è una pratica artistica per eccellenza. L’arte permette di
evitare che il mio inconscio s’ingravidi di deformi bestie nere. E’ il mio
idolo dell’ascolto. Ogni volta che ritrovo quel luogo segreto mi permette di
ritrarlo. Aspira le mie reminiscenze. Ri-genera l’itinerario più credibile
della mia memoria. Accoglie e trasfigura ogni dolore, sfogo, caduta e qualsiasi
esternazione di stati d’animo. Divora parole, segreti, odori, sapori. Conoscere
significa dunque ricordare? Nei miei sogni ricorrenti io sono un’isola
accettata dalle acque e rinfrancata nel guardare verso l’infinità del mare aperto
in cui passato e presente pacano i loro influssi.
Al
centro c’è“L’Io dilaniato”ricomposto
in un totem. Le parti organiche si compenetrano con quelle inorganiche. Sul
retro s’insinuano “Le tentazioni
dell’oblio” che minacciano l’elaborazione
critica della memoria. Dimenticare il dolore è vano perchè genera il suo risveglio
in altre forme. Nei quattro angoli la
cinta magica degli “Oggetti sensibili” che evocano la perdita di un’amicizia, di una
persona cara, di un amore e dell’infanzia. Un male chiuso ma presente. ( Testo di M. Marinelli)
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