I DIVORATORI (THE DEVOURERS)

I divoratori” (120x60), assemblage, gesso, acrilico su tela, 2014


“Interrogata ben bene la nostra coscienza abbiamo stabilito di divorarti a causa della tua disubbidienza” (Porcile, Pier Paolo Pasolini)

Questo è il tempo dei divoratori.
Chi mangia s’ingozza senza pietà, chi viene mangiato svanisce ingrassando infami ingordi. 
Assenza d’ardimento. Desolante sopraffazione.
Non c’è volontà, non c’è coscienza, non c’è  sincerità, non c’è reazione anche se tutti cadremo nella divorazione della terra.

"I divoratori" (2014) - particolare

Dopo la pelle la carne, dopo la carne le ossa, dopo le ossa i piccoli resti.
Un torbido impasto. Nella distesa dell’indefinito canuto la materia, per non morire, rigurgita e si rimescola senza pace.
Una criminalità permanente. Rumore di denti che masticano, rumore di gole che inghiottono colui che a sua volta vuole saziarsi; frammenti di carni, insetti che scavano.

L’arte è affamata.                                                                    (Testo di Maddalena Marinelli)

"I divoratori" (2014) - particolare



"I divoratori" (2014) - dettaglio

1 commento:

  1. "I divoratori" rappresenta indubbiamente il prodotto di una maturazione artistica e, prima ancora, umana dell'amica e artista Maddalena.
    Sin dal primo sguardo, l'opera risulta una costruzione dal forte impatto emotivo e dal messaggio inquietante, chiara denuncia di un mondo in cui i forti ed i potenti traggono ulteriore forza dall'annientamento dei diversi.
    Eppure, a guardare meglio, al di là ed oltre la condanna dei divoratori, ciò che si intuisce è un messaggio ancora più profondo ed universale, ma non per questo meno inquietante: quello della inevitabile condivisione di uno spazio e di un destino comuni a divoratori e divorati, dove diventa difficile distinguere carnefici e vittime e, alla fine, perdono di significato anche le etichette di cattivi e buoni, giusto e ingiusto.
    In quest'ottica diventa chiara anche l'affermazione dell'artista, di un'arte affamata, dedita ad una continua costruzione a distruzione nella ricerca, mai completamente soddisfatta, dell'assoluto e nell'espressione dell'ineffabile.
    Brava Maddalena, complimenti davvero!

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